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COME PREDISPORRE UN REPARTO DI MACINAZIONE PER SMALTI ED ENGOBBI A PROVA DI BATTERI

Tutte le acque utilizzate in ceramica, siano esse di rete o di pozzo, contengono batteri.
Lo stesso dicasi per le materie prime inorganiche utilizzate nel processo di macinazione: fritte, argille, feldspati, nefeline, etc….

 

Partendo da questi presupposti, i reparti di macinazione delle aziende ceramiche possono essere potenzialmente teatro di proliferazioni batteriche, habitat naturale di microrganismi in grado di aggredire il materiale organico presente negli smalti in sospensione all’interno dei mulini, così come colle e additivi.

 

Ad acuire uno scenario già di per sé complesso interviene il fattore termico. La temperatura di macinazione con cui vengono processati gli smalti è di norma molto elevata:  più aumenta il calore sprigionato, maggiori sono le possibilità di proliferazione batterica.

 

Per queste ragioni anche le attrezzature presenti all’interno dei comparti – mulini, vasche di contenimento e tubazioni – spesso risultano essere contaminate ed è solo al momento in cui la degradazione è giunta ad alti livelli che l’operatore si accorge del problema. Sia sul piano visivo che odorigeno.

 

Giunti a questo punto, tutto il sistema è contaminato e non intervenire tempestivamente significa implicitamente continuare a nutrire i batteri attraverso il protratto uso dei prodotti organici necessari alla macinazione.
L’unica possibilità per evitare una rapida degradazione è di sanitizzare l’intero reparto.

 

Che cosa accade a uno smalto una volta che è la degradazione è in atto?

 

Gli smalti ceramici contengono leganti, livellanti, colle, fluidificanti e modificatori reologici utili a creare le proprietà reologiche necessarie al loro corretto uso. 
Quando i micro-organismi aggrediscono e distruggono i polimeri e gli additivi organici, lo smalto perde le sue caratteristiche dando origine a serie problematiche applicative e produttive.

 

Di seguito alcune tra le complicazioni più significative:

 

  • Difficoltà nel mantenere lo smalto in sospensione
  • Mancanza di coesione
  • Asciugamento eccessivamente rapido
  • Livellamento non idoneo
  • Possibile presenza di difetti in post-cottura (come ad esempio le ribolliture)

 

Risulta dunque evidente come sia importante che le aziende ceramiche si muniscano di un protocollo di prevenzione che consenta di intervenire a monte, prima che  la complicazione subentri.

 

Se si considera inoltre che ciascuna realtà produttiva costruisce il reparto di macinazione intorno alle proprie esigenze, si può intuire come sia necessario studiare sistemi ad hoc contenenti i biocidi e i sanitizzanti adeguati in grado di risanare l’intero sistema tenendo in considerazione:

 

  • Livello di contaminazione delle acque
  • Livello di contaminazione delle materie prime
  • Tipologia delle vasche di contenimento degli smalti
  • Tempi di macinazione
  • Tempi di stoccaggio


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