Agente riservante
Benché in diversi casi il risultato finale possa risultare simile, riservanti e affondandi sono due famiglie di prodotti che dal punto di vista chimico e fisico operano secondo meccanismi ben distinti.
I riservanti, attualmente disponibili principalmente nella versione a base di solventi organici, agiscono sullo strato di materiale scaricato sul supporto nella fase che segue la loro applicazione (engobbio, sospensione di smalto, inchiostro, etc.) producendo un effetto repellente/respingente o di isolamento con il materiale sottostante che si traduce in un “ammanco di materia” in corrispondenza del riservante stesso.
Il riservante, in altre parole, impedisce allo strato di smalto che su di esso viene applicato di depositarsi in modo omogeneo e “continuo”, di formare una superficie perfettamente piana: in altre parole, il riservante sposta lo smalto applicato in sua corrispondenza impedendone l’ancoraggio. Il risultato finale si traduce nella formazione di una sorta di depressione (o avvallamento) rispetto all'area di superficie adiacente che invece accoglie normalmente l’applicazione.
L’azione del riservante è immediata ed è già evidente quando il manufatto ceramico crudo si trova lungo la linea di smalteria. Alla base di tale azione vi sono diversi principi fisici e, tra questi, il diverso valore dell’energia superficiale dell'area trattata con il riservante rispetto al valore che caratterizza la restante parte della superficie gioca un ruolo piuttosto importante.
