Acqua di macinazione
Le acque di macinazione, fondamentali per l’ottenimento di un impasto ceramico ad alta densità e reologicamente corretto, sono generalmente costituite da acque di pozzo e acque di processo derivanti – queste ultime – dal reparto macinazione smalti, dal reparto smalteria ed eventualmente dal reparto di taglio e levigatura (la percentuale di acqua di pozzo rispetto a quella di processo è di norma differente per ciascun’azienda ceramica e cambia in base ai parametri in uso).
Le acque di macinazione svolgono un ruolo determinante per il corretto svolgimento dei processi e per l’ottenimento di risultati performanti anche sul piano del prodotto ceramico finito. Devono essere contraddistinte da precise caratteristiche in mancanza delle quali l’intero processo potrebbe essere compromesso e reclamano pertanto l’intervento di additivazioni mirate.
Quali caratteristiche deve possedere l’acqua di macinazione?
In linea generale è importante che la composizione e la qualità delle acque sia costante nel tempo così da evitare possibili fluttuazioni dei parametri di macinazione che costringerebbero le aziende a continui adattamenti e modifiche del metro di produzione già individuato. Per questa ragione esse devono essere sottoposte a controlli e monitoraggi costanti, in particolar modo sotto il profilo del pH e della conducibilità elettrica che, in termini essenziali, indica la quantità di ioni (cationi e anioni) presenti nell’acqua.
