Silicato di sodio
Il silicato di sodio è una sostanza inorganica completamente solubile in acqua che agisce molto efficacemente all’interno dell’impasto ceramico sia sul piano della fluidificazione che su altri non meno importanti aspetti collaterali.
Principali caratteristiche e azioni di maggiore rilevanza.
Il suo utilizzo, in qualità di fluidificante da impasto, permette di contenere gli ingredienti formulativi di natura organica che, decomponendosi, sono alla base dei fenomeni di degassazione che possono sopraggiungere in fase di cottura e che danno inevitabilmente origine a porosità interne al pezzo ceramico. Per la stessa ragione, la maggiore presenza di materiale inorganico contribuisce a ridurre la possibile formazione del così detto cuore nero durante il processo di combustione.
Essendo a base silicea, il silicato di sodio ha inoltre la capacità di agevolare in molti casi la formazione di vetro, e quindi di innescare quel processo di vetrificazione / sinterizzazione necessaria alla produzione del gres porcellanato.
Da un punto di vista chimico, il silicato di sodio (water glass) è una sostanza polimerizzata in sospensione acquosa. Si tratta di una catena polimerica di silicato in forma anionica dove il catione è il sodio. Il silicato di sodio riesce pertanto a coprire i tre meccanismi fondamentali del processo di fluidificazione:
SCAMBIO CATIONICO
Il sodio, in qualità di catione monovalente, genera lo scambio cationico con i cationi bi e trivalenti presenti in soluzione. Tale fenomeno comporta una riduzione dell’agglomerazione e una riduzione della viscosità del sistema.
COMPLESSAZIONE E REPULSIONE STERICA
Sono funzioni svolte dal silicato che agiscono entrambe, secondo due diverse e complesse logiche (non circoscrivibili in poche righe) sulla viscosità.
