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Denominata anche come aldeide acrilica (la più semplice delle aldeidi insature), è un composto chimico che si presenta come liquido incolore dall'odore pungente (che ricorda il grasso bruciato).
L'acroleina evapora rapidamente, brucia con facilità ed è facilmente solubile in acqua, alcol e numerosi solventi organici.
Se assunta per inalazione può causare danni polmonari e alle vie respiratorie provocando anche irritazione agli occhi.

Composti organici il cui nome deriva da ALcol DEIDrogenato, che costituisce una delle loro possibili modalità di preparazione.
Il composto più semplice della famiglia degli aldeidi è il metanale (più noto come formaldeide) che viene spesso utilizzato come mezzo di conservazione o battericida.

Nel settore ceramico il processo è atto a eliminare la presenza di acqua all’interno dell’impasto destinato alla fase di pressatura.
Vengono utilizzate allo scopo macchine spray dryer al fine di creare granuli (sfere cave) di dimensioni di circa 500 micron e con un’umidità residua di circa 7%.
Il prodotto granulare così ottenuto è idoneo alla pressatura per la formazione del supporto ceramico delle piastrelle.

Materiale viscoso risultante dalla miscelazione di acqua e argilla e altre materie prime tipiche della formulazione di un impasto ceramico.
In base alle proporzioni utilizzate tra i due elementi e all'uso di opportuni fluidificanti, si possono ottenere barbottine con consistenza e densità differenti.

Prodotto di creare coesione tra smalti scarsamente omogenei in cui l'acqua è poco legata alla polvere di smalto (effetto sabbia nell'acqua).
Gli additivi leganti conferiscono omogeneità e compattezza alla sospensione.

Prodotto contenente sostanze o principi attivi utili a disinfettare e/o garantire il non-deterioramento di un materiale.
Si definisce principio attivo una sostanza che è in grado di agire contro organismi dannosi.
L'azione dei biocidi su tali organismi può variare in base alla tipologia: dal renderli inoffensivi al loro abbattimento, sino alla loro totale rimozione.

Si intende per chimismo l'insieme dei caratteri chimici di una sostanza composta o la serie di fenomeni determinati da azioni chimiche.
Un esempio non legato al mondo ceramico ma che può essere in questo senso illuminante:
con CHINISMO GASTRICO si può intendere da un lato la composizione chimica del succo gastrico ma anche l'insieme dei fenomeni chimici della digestione che avvengono all'interno dello stomaco.

Reazione chimica in cui un combustibile subisce un processo di ossidazione grazie alla presenza di un comburente (di norma l’ossigeno presente nell’aria) generando come conseguenza calore e radiazioni elettromagnetiche come radiazioni luminose.

Affinché possa verificarsi una combustione è necessaria la presenza di tre componenti:

Combustibile
Comburente
Innesco

Il combustibile può essere di varia natura: idrocarburo, legno o carbone.
Il comburente chiamato in causa coincide quasi sempre con l’ossigeno.

Per conducibilità (o conduttività) di una sostanza, s’intende la capacità di condurre o trasmettere calore, elettricità o suono.
L’unità di misura nel sistema internazionale è il Siemens per metro (S/m).

Valori di riferimento della conducibilità dell’acqua:

Acqua ultrapura = 5.5 – 10-6 S/m
Acqua potabile = 0.005 – 0.05 S/m
Acqua di mare = 5 S/m

Zona più o meno estesa di un colore che oscilla tra il marrone scuro e il nero, riconoscibile in frattura nella parte più interna del pezzo ceramico.
La sua presenza indica il più delle volte un’insufficiente ossidazione che tuttavia (a meno che non sia corredato da un rigonfiamento o sfogliamento) non costituisce un difetto tale da compromettere la funzionalità del prodotto.

Sostanza che, aggiunta a un sistema colloidale, ne impedisce la flocculazione (aggregazione), modificando la situazione elettrostatica o la solvatazione o la tensione superficiale delle micelle del colloide stesso.
Nelle barbottine ceramiche possono essere presenti sospensioni argillose che tendono a generare sistemi colloidali e fenomeni di flocculazione:
i deflocculanti ne impediscono la formazione generando anche un effetto fluidificante della barbottina stessa.

Densità: rapporto tra massa e volume di una sostanza.
Nei fluidi, i corpi con densità minore galleggiano su quelli a densità maggiore (sulla base del principio di Archimede).
La densità di un corpo può variare al variare della temperatura.

Per inchiostro digitale si intende un inchiostro di stampa o decorazione che viene depositato con sistemi digitali come ad esempio stampanti Inkjet con tecnologia piezoelettrica o stampanti digitali con tecnologia a valvole.

Tecnica utile a separare due o più sostanze presenti all'interno di una miscela e che sfrutta la differenza dei punti di ebollizione di tali sostanze.
Il sistema della distillazione può essere utilizzato per la separazione di miscele complesse o per purificare singole sostanze.
La distillazione in ogni caso comporta il passaggio di stato di una sostanza: dallo stato liquido allo stato gassoso.

Di seguito i più significativi passaggi di stato:

SOLIDO / LIQUIDO = FUSIONE
LIQUIDO / SOLIDO = SOLIDIFICAZIONE

SOLIDO / GASSOSO = SUBLIMAZIONE
GASSOSO / SOLIDO = BRINAMENTO

LIQUIDO / GASSOSO = EVAPORAZIONE - DISTILLAZIONE
GASSOSO / LIQUIDO = CONDENSAZIONE

La parola engobbio (o ingobbio) deriva dal termine francese “engober”: ricoprire con uno strato di terra.
Da un punto di vista chimico, la composizione dell’engobbio è simile a quella di uno smalto, ma comunque sempre opaco e molto refrattario.
Lo strato di engobbio che ricopre il materiale ceramico crudo serve ad isolare l’impasto ceramico dal punto di vista del colore (l’engobbio crea il fondo bianco).
Allo stesso tempo l’engobbio risulta formulato in modo tale da reagire chimicamente con gli inchiostri e lo smalto durante il processo di cottura.

Il limite di scorrimento è il minimo sforzo necessario per far scorrere un fluido.
Una sospensione che possiede un limite di scorrimento significativo non incontra problemi di sedimentazione in fase statica.

Prodotto chimico in grado di diminuire la viscosità di un sistema fluido.

Materiale impermeabilizzante la cui composizione è simile a quella del vetro.
In campo ceramico, lo smalto - prima dell’applicazione sul supporto crudo della piastrella - si presenta come una miscela di materie prime e vetro ceramico finemente macinati in sospensione acquosa.
La sospensione di smalto viene applicata sul supporto crudo ceramico trasformandosi, dopo il processo termico di cottura, in smalto cotto che si presenta come un vetro.
Esistono diverse tipologie di smalti che possono variare per composizione, colore e finitura.

Si definisce “in verde”, la piastrella (o lastra ceramica) pronta per essere essiccata e le cui caratteristiche principali possono dunque essere ricondotte ai concetti di morbidezza e flessibilità.

Nella produzione di piastrelle ceramiche - per valutare lo stato granulometrico dell’impasto ceramico durante il processo di macinazione ad umido (che avviene ad opera di mulini dedicati) - si misura il parametro “Residuo di macinazione al setaccio”.
100 grammi di barbottina vengono setacciati, solitamente con procedura manuale, sotto acqua corrente fino a che il materiale residuo sul setaccio non rimane costante.
Tale residuo viene essiccato per ottenere il residuo al setaccio in g/100ml di barbottina.
I setacci utilizzati sono solitamente da 45 a 75 micron a seconda dei casi.

Solvente dalle alte temperature di ebollizione.
Da un punto di vista chimico un composto alto bollente è costituito generalmente da molecole complesse, ramificate e con un peso molecolare elevato.

All'interno di un processo di distillazione gli elementi basso bollenti di un composto (come un inchiostro) sono i primi a trovare il proprio punto di ebollizione e dunque sono i primi a distillare. Viceversa gli elementi alto bollenti, ammesso che riescano a raggiungere il punto di ebollizione all'interno di un determinato processo, sono gli ultimi mutare di stato.

L’interfase è, intermini chimici, la superficie (reale) di separazione che delimita il contorno di due differenti fasi; la regione tridimensionale in cui avviene il passagio da una fase a un'altra.
L’interfase è costituita da molecole appartenenti ad entrambe le fasi.

La bolla di sapone è l’esempio più emblematico di interfase: la sua interfase è lo strato del guscio sferico costituito da acqua e sapone.

Entità molecolare elettricamente carica.
Quando un atomo - o una molecola o un gruppo di atomi legati tra loro - cede o acquista uno o più elettroni si trasforma in ione.

Gli ioni possono avere sia una carica positiva che negativa: i primi si definiscono cationi, i secondi anioni.

Processo secondo il quale una sospensione acquosa, come ad esempio uno smalto, dopo essere stata depositata sul supporto ceramico tende a distribuirsi uniformemente riducendo al minimo le asperità superficiali.

Nel processo di smaltatura delle piastrelle ceramiche, con il termine “additivo livellante o agente livellante”, si intende un prodotto solitamente liquido che - aggiunto allo smalto in sospensione acquosa - consente di migliorare l’uniformità della superficie dello smalto stesso, applicato con sistema spray/doppio disco o con sistema a caduta.

La resistenza meccanica, anche detta tensione di rottura, designa il massimo sforzo che un determinato materiale riesce a sostenere prima di rompersi.
La resistenza di un materiale dipende da differenti aspetti che vanno dalla qualità stessa del materiale alla modalità di conservazione, dalla rapidità di applicazione sino alle condizioni climatiche alle quali il materiale è sottoposto.
In campo ceramico, la resistenza meccanica può essere misurata con diverse prove: sia nella fase di precottura (piastrelle in essiccato o in verde) che alla fine del processo produttivo.

In termini estremamente semplificati si può definire tensione superficiale quella forza che tiene unite le due estremità di un ipotetico taglio praticato perpendicolarmente alla superficie di un fluido.
Tale tensione è ciò che ad esempio impedisce ad oggetti di minimo peso di sprofondare sulla superficie dell’acqua (foglie, insetti, etc.).

Soluzione formulata come base liquida miscelabile con polveri inorganiche (ossidi colorati, basi serigrafiche, graniglie vetrose, etc).
Utile alla creazione di sospensioni che abbiano le caratteristiche idonee e ideali per specifiche tipologie applicative (come ad esempio stampa serigrafica, graniglie applicate a spray, etc).

Si definisce "micella" un aggregato colloidale di molecole formato da un tensioattivo in soluzione e che esiste in equilibrio con le molecole o ioni che concorrono a formare la micella stessa.

Scala di misura che consente di definire il grado di acidità / basicità (o alcalinità) di una soluzione.
Di norma la scala di riferimento si sviluppa tra il valore 0 (massima acidità) e valore 14 (massima alcalinità).

Alcuni comuni esempi di pH:

pH NEUTRI:

  • acqua distillata alla temperatura di 25° (pH7)
  • saliva umana (pH 6,5 / 7,5)

pH ACIDI:

  • aceto (pH 2,9)
  • Coca cola (pH 2,5)
  • acido cloridrico (pH 0)

pH BASICI:

  • saponi alcalini (pH 9 / 10)
  • varechina (pH12,5)
  • idrossido di sodio (pH 14)

Il polimero è una “macro-molecola” dall’elevato peso molecolare che si presenta come una lunga catena alla quale possono essere legate diverse ramificazioni.

La struttura è formata da tante “unità di base”: si tratta di singole molecole chiamate monomeri e possiamo immaginarcele come le perle che formano una collana.

Esse possono aggregarsi a gruppi di due, tre, quattro….fino a centinaia (alti polimeri).

Come fanno i monomeri a rimanere uniti tra loro per formare la complessa struttura del polimero desiderato?

Ogni monomero è legato agli altri mediante un legame chimico (ciascun polimero ha il proprio): è possibile depolimerizzare un polimero attraverso solventi in grado di spezzare le catene e liberare le unità.

Con il termine primer, nell’industria ceramica, si intende qualsiasi prodotto che, applicato prima della decorazione digitale ad inkjet, consente di gestire al meglio la decorazione stessa.
Alcuni primer consentono di migliorare la definizione di stampa degli inchiostri, altri primer permettono di uniformare l’assorbimento dell’inchiostro sul supporto di stampa; altri ancora agevolano l’incremento del tempo di drenaggio degli inchiostri (ad esempio per le colle inkjet).

Scienza che studia gli equilibri raggiunti da una materia deformata a seguito di sollecitazioni.

L’analisi reologica si rende necessaria (nel processo produttivo ceramico e non solo) ogni qualvolta si abbia la necessità di analizzare il comportamento di un fluido o, caso più frequente, nel caso in cui si voglia gestire e determinare suddetto comportamento.
Uno smalto applicato a spray, ad esempio, deve avere una viscosità molto bassa in corrispondenza di velocità di flusso elevate; allo stesso modo la viscosità deve essere maggiore nel momento in cui la velocità di flusso sia pari a zero (limite di scorrimento).
Questo fa sì che lo smalto non sedimenti quando si trova in fase di riposo e non viene movimentato.

Sempre in campo ceramico risulta ad esempio importante il controllo reologico nel processo di macinazione delle argille da impasto con agenti fluidificanti idonei in grado di evitare processi di gelificazione (prima e dopo lo scarico del mulino).

I parametri reologici vengono misurati di norma grazie all’uso di viscosimetri e reometri.

Anche se in modo non consapevole tutti noi veniamo quotidianamente a contatto con la reologia, se non altro in termini di percezione: siamo infatti in grado di definire – anche solo sul piano empirico - le caratteristiche di un prodotto definendolo di volta in volta flessibile, rigido viscoso, cremoso, gelatinoso, etc.

Per poter svolgere correttamente la loro azione, molti prodotti che ci circondano devono possedere specifiche proprietà reologiche.

La sedimentazione è un processo che si verifica in un miscuglio eterogeneo costituito da particelle sospese in un liquido quando queste ultime si separano dalla soluzione con la formazione di un sedimento che sorge per effetto della forza di gravità o di altre forze quali quella centrifuga.

I sequestranti vengono utilizzati nella pratica chimica in maniera ampiamente diffusa al fine di eliminare gli ioni interferenti in ambienti di reazione o analisi, così da isolare specie altrimenti instabili.

Gli agenti sequestranti più comuni sono quelli utilizzati nel campo della detergenza. Il loro uso è utile, ad esempio, a rendere i saponi meno sensibili all'azione di acque dure, nel trattamento di acque industriali, per preservare medicinali e alimenti.

Processo ad alta temperatura che trasforma un materiale polverulento (e quindi costituito da una materia suddivisa in particelle) in un materiale indivisibile.

La sinterizzazione è utilizzata per produrre materiali caratterizzati da determinate proprietà che non sarebbero presenti se creati con altre tecniche. 

Si tratta in sostanza di un processo di densificazione di un compatto di polveri con una sensibile diminuzione delle porosità interstiziali.

Miscela fluida di un liquido con solidi in sospensione.
Si presenta come una fluido solitamente viscoso e denso

Esempi più comuni: cementi e fanghi.

In campo ceramico si definisce slurry una sospensione di graniglia o un impasto ceramico liquido.

Si definisce punto di rammollimento il preciso stato termodinamico in cui un materiale privo di un punto di fusione definito comincia a modificare il proprio stato di aggregazione da solido a fluido.

Il vetro – che contrariamente a quanto si pensa comunemente non è un solido ma un “fluido sottoraffreddato" – ha un punto di rammollimento che corrisponde a condizioni di temperatura e pressione in corrispondenza delle quali il vetro collassa su se stesso.
A diverso tipo di vetro corrisponde un diverso punto di rammollimento.

Il solvente è una sostanza liquida che scioglie un soluto solido, liquido o gassoso dando origine a una soluzione (per "soluto" s'intende il composto che contribuisce a far parte di una soluzione insieme al solvente).
I solventi non dovrebbero reagire chimicamente con il soluto, essendo chimicamente inerti.
I solventi possono avere una doppia natura: POLARE o APOLARE.
La natura polare o apolare di un solvente stabilisce la tipologia di composti che tale solvente può sciogliere e la tipologia degli altri solventi con i quali può essere miscelato.

In termini estremamente semplificati si può definire tensione superficiale quella forza che tiene unite le due estremità di un ipotetico taglio praticato perpendicolarmente alla superficie di un fluido.

Tale tensione è ciò che ad esempio impedisce ad oggetti di minimo peso di sprofondare sulla superficie dell’acqua (foglie, insetti, etc.).

Miscela di due sostanze, una liquida e una solida, all'interno della quale la componente solida presenta lunghi tempi di sedimentazione.
Nella soluzione le due componenti non sono distribuite e miscelata in maniera uniforme.

Sostanza che favorisce l’uniforme dispersione in acqua di una determinata sostanza.
I sospensivanti vengono utilizzati all’interno degli smalti o della barbottina al fine di evitare sedimentazioni di particelle solide.

I tensioattivi sono sostanze capaci di far variare la tensione superficiale di un liquido.
Se sciolti in acqua, i tensioattivi formano soluzioni acquose aventi una minore tensione superficiale rispetto all’acqua.
L’additivo tensioattivo, ad esempio, consente di eliminare l’effetto repellente tra smalto e inchiostro a base solvente.

La tissotropia è la proprietà di alcuni fluidi pseudo-plastici di variare la loro aeriformità se sottoposti a sollecitazioni di taglio oppure, nel caso di preventivi lunghi periodi di quiete, se sottoposti a movimenti peristaltici.
In tali circostanze il fluido può passare da uno stato grasso-pastoso, quasi solido, ad uno stato liquido.
Più in generale, da uno stato gelatinoso ad uno liquido.
Una barbottina ceramica spesso possiede questa proprietà: in fase di riposo si può presentare come gelatina, ma se sollecitata da una forza esterna - come ad esempio una semplice agitazione – può diventare immediatamente fluida e scorrevole.

La viscosità (o coefficiente di attrito viscoso) è una grandezza che misura la tendenza di una sostanza - generalmente un fluido - a generare un attrito interno tra i propri strati.
In altre parole definisce la resistenza di un fluido allo scorrimento.

Nei liquidi il coefficiente di viscosità è inversamente proporzionale alla temperatura: più aumenta la temperatura più decresce la viscosità.

La bagnatura (o bagnabilità) è il processo che porta a contatto un liquido ed una superficie solida.
Questo può avvenire in presenza di una fase gassosa o di una fase liquida, immiscibile con la prima, entrambi descrivibili in termini generali come fluidi.
La bagnabilità è una proprietà che influenza l'ottenimento sia di superfici superidrofobiche che superidrofiliche e viene valutata mediante prove di angolo di contatto.
La superidrofilia, che letteralmente significa "forte affinità con l'acqua", conferisce alla superficie massima bagnabilità; al contrario in presenza di super-idrofobicità ("forte paura per l'acqua"), non si ha alcuna bagnabilità, favorendo la formazione di gocce isolate.
Gli additivi bagnanti creano le condizioni per ottenere la bagnabilità di un substrato.